Bagno di folla per Edoardo Leo a Est Film Festival

Il giovedì di Est Film Festival inizia alle 17 e 30 al Cinema Gallery di Montefiascone per la proiezione del penultimo documentari in lizza per l’Arco d’Argento Premio CIC – Centro di Iniziative Culturali: Lunàdigas di Nicoletta Lesner e Marilisa Piga.

Alle 21 e 30, una piazzale Frigo stracolma accoglie il ritorno di un grande amico del Festival, Edoardo Leo che riceve dall’assessore alla cultura Fabio Notazio l’Arco di Platino Premio Città di Montefiascone. Prima della proiezione della sua ultima commedia Che vuoi che sia (con Rocco Papaleo, Anna Foglietta e Marina Massironi), il regista romano ha incontrato il suo pubblico, raccontando i suoi difficili esordi: «Ho realizzato il mio primo film da regista con le unghie e con i denti perché, venendo dalle serie tv e dalle fiction, nessuno credeva in me. Un esordio tragicomico: quando Diciotto anni dopo è uscito nelle sale è andato malissimo perché arrivò nei cinema a giugno 2010, durante i mondiali di calcio. Per tutte le vicissitudine che si sono susseguite, potrei tranquillamente scrivere una storia sulla produzione di quel film. Poi successe che in ogni festival dove andavamo vincevamo un premio. Era sorprendente il responso e l’affetto delle persone che lo vedevano. È successa la stessa cosa qui a Montefiascone dove, infatti, abbiamo vinto il premio del pubblico».

Dopo un lungo applauso, Leo si sofferma anche sul ruolo stesso dei festival: «Queste serate in piazza non sono la semplice visione di un film, ma servono a confrontarsi con altre persone. Le immagini sullo schermo sono solo una variabile di quella serata. Le manifestazioni come Est Film Festival servono alla comunità per stringersi e stare insieme. Questa per me è un’immagine incredibile: vedere tutte le sere questa piazza così affollata».

Quando gli viene fatto notare che le storie narrate nelle sue commedie sembra esserci sempre, come tema di fondo, la sua gavetta raccontata da personaggi che, in un modo o nell’altro, cercano di realizzarsi, il regista risponde: «Quando scrivi e fai la regia, è normale che i tuoi film finiscano per assomigliarti, anche fisicamente. Io credo di somigliare ai film che faccio. Io sono così: ritengo che la vita sia seria e non seriosa e soprattutto mi piace descrivere la mia generazione attraverso una battuta. In fondo, da La grande guerra ad oggi, questo è il modo di raccontare di noi italiani».

Edoardo parla poi di come Est Film Festival sia stato per lui un luogo di incontri importanti: «Qui, nel 2011, ho conosciuto per la prima volta Rocco Papaleo, che poi è diventato uno dei protagonisti di Che vuoi che sia. Con Marco Giallini, che è stato vostro ospite nel 2013, un amico fraterno, condividiamo il fatto che non abbiamo avuto subito successo. Un percorso fatto di gavetta e senza scorciatoie, mantenendo la nostra coerenza. Quest’anno festeggio i miei 24 anni di gavetta, ma l’unico merito che mi riconosco è questo: non mi sono mai svenduto, nemmeno nei momenti in cui sarebbe stato facile farlo».

Prima di lasciare il palco per dedicarsi alle foto con i fan, la direzione di EFF cerca di strappargli una promessa vista l’importanza che il Festival ha svolto nella sua carriera: nel caso di una film biografico sulla sua vita di regista, sarebbe impossibile per lui escludere di effettuare le riprese a Montefiascone: «Mi piacerebbe fare un film qui, ma ci vuole la storia giusta, altrimenti verrei solo per piaggeria. Adesso sto realizzando un documentario sulla vita di Gigi Proietti, magari tornerò a presentarlo qui insieme a lui. Questo posto lo sento profondamente amico perché certi applausi non te li scordi».

Venerdì 28 luglio sarà la giornata conclusiva per le sezioni competitive dell’undicesima edizione di Est Film Festival: alle 17e30 al cinema Gallery di Montefiascone, l’ultimo documentario in concorso è Funne – le ragazze che sognavano il mare di Katia Bernardi che dopo la proiezione incontrerà il pubblico.

Alle 21e30 in piazzale Frigo sarà la volta del film di Marco Danieli La ragazza del mondo, quinto film a concorrere nella sezione lungometraggi per l’Arco d’OroPremio Gruppo Credito Valtellinese, per l’Arco d’Argento al miglior film scelto dal pubblico Premio Cantina di Montefiascone e per l’Arco d’Argento per la miglior colonna sonora Premio Terme dei Papi.

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